digital wine communication conference, Italiano, Rioja
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DWCC13-Rioja #3 Post trip enoturistico

Ultimo post sul viaggio in Rioja, questa volta in italiano  (una tripletta internazionale da leggere!). Dopo avervi parlato della mutazione che si sta attuando nei paesi baschi e della parte più storica della viticultura spagnola, mi attacco oggi al post trip.

Rioja 0941a tappa da Baigorri, una bodega disegnata dell’architetto basco Inaki Azpiazu. Di visibile c’é solo la vetrata perché tutta l’attività si svolge nella parte scavata sotto terra, 6 piani su 300 metri di dislivello.

Rioja 130Ogni piano ha il suo perché, si parte dall’arrivo della vendemmia in alto, fino alla barricaia in basso, in questo modo i grappoli sono maneggiati il meno possibile e tutto avviene senza shock drastici. Il miglior periodo per visitare é di sicuro durante la vendemmia come lo abbiamo fatto noi perché ci si rende conto di quanto il design di questa cantina sia ingegnoso.  I tre soci fondatori, tra cui anche el Senor Baigorri, hanno venduto qualche anno fa ad un chimico/farmacista che aveva sempre sognato di fare il vignaiolo… anch’io ho lo stesso sogno ma di certo non gli stessi finanziamenti !

Rioja 04525 ettari propri + 100 controllati per un totale di 500 mila bottiglie prodotte annulamente. Tengo a precisare che in Rioja, moltissime bodega posseggono solo qualche ettaro e altre centinaia che seguono tutto l’anno. I vignaioli seguiti vendono la loro vendemmia al kilo (con la crisi siamo scesi a 2€ al kilo, se qualcuno sa quanto costa il kilo di uva in Champagne, c’é da vergognarsi a pagarlo cosi’ poco). Sopratutto quando poi i prezzi di vendita dei vini sono cosi’ alti : il loro top of the range esce a 180€ la bottiglia.

Rioja 132Se vogliamo restare con i piedi per terra, vi consiglio il ristorante, che si trova nel piano più basso e che si affaccia sulle vigne ed il loro Crianza, un vino davvero goloso e croccante.

2a tappa presso Dinastia Vivanco, la bodega che ha fatto rinascere (o nascere) l’enoturismo nella regione. Loro e Marques de Riscal, ma Dinastia Vivanco in tutt’altro stile, molto più « popolare » nel buon senso del termine (anche se il parcheggio all’entrata e l’architettura ricorda un mall americano per shopaholic obesi).

Rioja 125100 000 visitatori all’anno, cifre da paura. La cantina, anch’essa sotto terra é bella da visitare, ma sono altri due i luoghi salienti del tour. Primo fra tutti il museo della cultura del vino (io che non sono tanto orientata « museo » sono rimasta sbalordita), secondo il giardino di Bacco dove sono piantati 3 piedi di vite per ogni varietà, dalle più conosciute a quelle più introvabili con ovviamente uno zoom sulle varietà spagnole.

Rioja 020Se avete la fortuna di visitare quando i grappoli sono ancora sulle piante, potrete assaggiarli tutti e crearvi una specie di database mentale con i vari sapori delle uve. Devo dire che passare dal Pinot Noir, al Sangiovese e cosi’ via per una quarantina di uve fino alla Garnacha é stata un’esperienza a 360° che non dimentichero’.

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