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A chi appartiene Bordeaux?

Chi, leggendo, si aspetta delle statistiche precise sulle proprietà bordolesi sarà deluso, non esiste un quadro liscio e senza angoli. I 115 000 ettari di vigne di Bordeaux sono in mano a 5 700 vignaioli: famiglie storiche, nuovi golden boy, assicuratori, imprenditori in cerca di prestigio, negozianti che vogliono assicurarsi la materia prima, una galassia ricchissima che cerchero’ di chiarirvi.

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La tendenza é comunque che le aziende s’ingrandiscono ma che i proprietari diminuiscono. Ad esempio nel Entre-deux-Mers, regione poco conosciuta ma dove si producono 800 milioni di bottiglie, troviamo più di un centinaio di aziende che sfruttano 100 ettari di vigne (di cui ben 30 ne sfruttano più di 200). Le cooperative sono lo zoccolo duro di questa produzione di massa. Purtroppo pochi giovani hanno voglia di continuare il lavoro dei loro genitori anche se il valore del vino sfuso é in costante aumento.

017Nelle denominazioni più prestigiose, business e storie di famiglia s’intrecciano costantemente. Prendiamo l’esempio della famiglia Aubert, un impero costruito durante 250 anni il cui diamante é lo château La Couspade a St Emilion. 3 fratelli con i rispettivi 3 figli gestiscono la produzione anche su altre denominazioni (Lalande-de-Pomerol, Montagne, Côtes de Castillon e Bordeaux supérieur), c’é chi vive in Cina, chi negli Usa per sviluppare l’export, chi si dedica ai lavori della vigna, chi invece accoglie in azienda, un vero e proprio alveare.

Se dovessimo comunque fare un bilancio, le famiglie proprietarie rimarebbero in testa. Nomi conosciutissimi e storici: Rothschild, Lurton, Thienepont, Bernard…. Piuttosto che nuovi arrivati come Moueix o Raoux , le vigne bordolesi continuano a suscitare vocazioni malgrado l’estrema concorrenza che impazza tra uno château e l’altro. C’é voglia di cambiare vita, di realizzare un sogno, di trovare un ritmo più semplice, ma dietro ogni sogno si nasconde un pezzetto di incubo… chi s’installa pensando semplicemente di fare vino e di possedere una bella dimora per poter accogliere amici e famiglia, si scontra con la realtà della terra ed il mestiere duro di vignaiolo, nonché ad una filiera complessa, si lavora 7 giorni su 7, dalle 8 del mattino alle 10 di sera e si deve far tutto, dalla potatura alla creazione della rete commerciale.
Tra i nuovi arrivati, c’é comunque chi ha più soldi, parlo ad esempio di François Pinault (Gucci..) con il suo Latour o Bernard Arnault e Cheval Blanc o Yquem, ma anche di Perse e château Pavie, o della famliglia Peugeot (automobili) con Guiraud a Sauternes o Bouygues (telefonia) a St Estèphe con château Montrose, tutti si assicurano dindi in cassa grazie all’aumento costante dei prezzi già dall’annata 2000. Imprenditori locali come il gruppo Fayat (costruzioni immobiliari) o Pichet che ultimamente si sono aggiudicati châteaux prestigiosi come La Dominique o Les Carmes Haut-Brion, ci dimostrano che il lusso bordolese continua a sedurre malgrado i prezzi di mercato stravolgenti.

Banche ed assicurazioni giocano lo stesso gioco ed é proprio su questo terreno che negli ultimi tempi si sono viste le più grosse transazioni : Lascombes a Margaux o Calon Ségur a St Estèphe venduti ognuno per più di 100 milioni di euro a delle compagnie di assicurazione.

A fianco di questi grandi nomi della finanza o della storia di Bordeaux, ci sono i négociants, la forza commerciale della filiera che gonfiano il loro capitale terriero : Castel, Grands Chais de France o Taillan, ognuno di loro possiede nel proprio portfolio decine di castelli e gli investimenti continuano allegramente nelle 60 denominazioni che conta la regione.

E gli stranieri ? Difficile a dirsi, ma di certo e cio’ già dallo scorso secolo, sono numerosi a trasferirsi qui. Basta ricordare i vari Sichel, Schyler o Barton del nord Europa. Ad oggi sono i belgi ad essere i più numerosi tra i proprietari terrieri (una sessantina), ma ci sono anche gli anglosassoni o i più esotici messicani.

les-japonais-se-baignent-dans-du-vin_5650deI cinesi, arrivati più o meno 4 anni fa’, fanno faville. Più di 70 châteaux (ovvero 1 su 100) sono nelle loro mani. C’é chi ha le idee poco chiare e chi invece decide velocemente. Naijie Qu, grande patron del gruppo cinese Haichang (trasporti, distribuzione..) possiede ben 23 châteaux per un totale di 500 ettari ed é quindi diventato uno dei più grossi proprietari di Bordeaux.
Ricordiamo che Bordeaux rappresenta il 14% della superficie dei vitigni francesi, 1% di quelli mondiali. Le aziende agricole sono 7 400.

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