Bordeaux, Italiano
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Vendemmia 2016 con gli UberVigneron di Bordeaux Oxygène #BO2

Venerdi’ 7 ottobre, St Estèphe, Château Lafon-Rochet, 4° Grand Cru Classé.

La vendemmia é iniziata da una decina di giorni selezionando pochi acini di Merlot dalle piante più vecchie ed oggi siamo stati chiamati a rinforzo della squadra portoghese che viene qui da più di 25 anni per un secondo passaggio nelle vigne, questa volta interessandoci ai Cabernet Sauvignon.

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Difficile stare dietro a questi vendemmiatori professionisti che hanno occhio e rapidità d’esecuzione ed alla fine l’occasione é quella di fare il punto della situazione con Basile Tesseron, terza generazione a gestire la proprietà comprata negli anni ’50 dal nonno Guy (che lungimirante acquisto’ poco più tardi anche lo château Pontet-Canet a Pauillac).

Basile é cresciuto qui e ci vive ora con moglie e (4) figli che utilizzano le vigne come parco giochi, ecco perché la svolta “bio” della tenuta deriva da una sua presa di coscienza ambientalista per preservare non solo la sua famiglia ma anche chi lavora la terra per lui. Una rivoluzione lenta iniziata nel 2010 con le prime prove, anche in biodinamica, che quest’anno ha conosciuto un’accelerazione maggiore poiché l’obbiettivo é quello di far slittare la totalità delle vigne (42 ettari) verso l’agricoltura biologica nei prossimi anni. In cio’ Basile é aiutato dalla giovane “chef de culture” Anaïs e dal direttore tecnico Lucas Leclercq, arrivato a Lafon-Rochet dopo qualche anno passato in Borgogna alla Romanée-Conti. La loro riflessione é globale ed ora si attaccano allo spinoso problema del consumo di carburante, si perché trattori ed altri macchinari che scorrazzano nelle vigne ne fanno gran uso….

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Basile é fiero di quest’impostazione “nuova generazione” per i suoi figli, che un giorno o l’altro prenderanno il suo posto, per i suoi collaboratori, per la natura che lo circonda ma anche per i suoi clienti e consumatori.

Il giovane viticoltore assapora soddisfatto un’annata 2016 che si annuncia molto lusinghiera qui nel nord del Médoc. Lo scenario di questa vendemmia é idilliaco. I nostri “terroir” sono ricchi di argilla, ci spiega Basile, ed hanno protetto le vigne dal forte calore estivo. Poi, le piccole piogge di settembre hanno appagato le parti verdi, ci aspettiamo dunque ad avere dei buoni rendimenti. I Merlot come dicevo sono stati raccolti una settimana fa’, ora é il turno dei Cabernet che sono maggioritari nel blend finale.

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Questo scenario idilliaco é una benedizione perché qui a Lafon-Rochet la vendemmia 2016 inaugura realmente la nuova cantina : un arsenale di 40 tini (cemento ed acciaio) le cui svariate capienze permettono di vinificare anche in scala molto piccola, attrezzi dunque che permettono una maggiore precisione nell’elaborazione dei suoi vini. Altre prove sono fatte anche durante l’invecchiamento con anfore e legno Stockinger.

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A pranzo siamo stati raggiunti da altri viticoltori, suoi amici d’infanzia, tutti facenti parte dell’Associazione Bordeaux Oxygène (BO2 per i più intimi), la nuova generazione che ha preso le redini delle tenute dei loro padri, nonni, bisnonni ed avi. L’associazione BO2 ha per fine di suscitare la voglia di Bordeaux, Bordeaux che é cambiata, che oggi sfoggia questi visi giovanili di 18 châteaux tra cui appunto Lafon-Rochet ma anche Clos des Jacobins, Gloria, Grand Mayne, Grand Corbin Manuel, Larrivaux, Marsau, Poujeaux, Clos Fourtet, Saint-Pierre…

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Una delle azioni più simpatiche dell’associazione é stata quella pensata nel giugno del 2015 per i bordolesi con UberVigneron, ovvero come utilizzare l’app di Uber per ordinare a casa una degustazione personalizzata e commentata con amore dal produttore stesso. Ecco che dopo aver pigiato sul tasto giusto del telefonino vedi sbarcarti a casa due “vigneron” dell’associazione BO2 con tanto di bicchieri Riedel e apparecchi Coravin per 45 minuti di “condivisione”…. I protagonisti attorno al tavolo ci hanno raccontato di come la cosa gli sia sfuggita di mano poiché in una sola serata hanno avuto più di 800 richieste e di come si siano attardati presso i clienti tutti un po’ troppo entusiasti. Tra cibo buono, vino buono, amici d’infanzia, clienti appassionati, i due vigneron di ogni squadra se la sono spassata. Dopo questa prima prova, i ragazzi di BO2 avrebbero l’intenzione di ritentare l’avventura anche a Parigi, organizzandosi un po’ meglio pero’….

Per concludere, Basile ci parla del suo progetto enoturistico che da gennaio 2017 vedrà lo château aperto 7 giorni su 7 per visite e degustazioni.

Nota speciale alla moglie di Basile, Berangère Tesseron, anch’essa vigneronne alla testa dello château Larrivaux, tenuta che si trasmette da madre in figlia dal 1580, che oltre a dirigere lo chateau e seguire i 19 ettari di vigna, ha messo al mondo 4 figli (tutti maschi e tutti ancora piccoli) e sfoggia una capigliatura lunga e lucente da pubblicità, tra invidia ed ammirazione, m’inchino.

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