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Champagne is forever

Deep inside the champagne houses, there’s more than endless cold, damp tunnels suitable for aging the beverage. Every 2 years at Millésima, some 1,000 visitors discover the house’s long history in a orchestrated tasting, an opportunity to discover the nuances between the different cuvées and the different maisons, all in one place. This year the « Panorama Champagne » will take place in Bordeaux at the Matmut Atlantique Stadium on the 7th of November, from 6 to 10pm, where 24 maisons will present more than 90 cuvées. Let’s focus on two of them. Tickets avalable here : event.millesima.fr (your promo code at the end of this post) Laurent Perrier : The shadow of a great man still looms over the house of Laurent-Perrier in Tours-sur-Marne. Bernard de Nonancourt, an early member of the French Resistance, set out to revive a house that was in ruins following World War II, turning it into the fourth-ranking champagne group—Salon and Delamotte included—thanks to his innovations and the timeless quality of his wines. He was the first to market a non-vintage rosé brut (1968) …

Quello che c’é da sapere sul nuovo Dom Pérignon 2009

L’uscita di una nuova annata di Dom Pérignon é sempre un avvenimento poiché qualsiasi cosa venga smosso all’interno dell’emblematico marchio della Champagne é scrutato, analizzato e a volte anche fantasticato da critici e concorrenti. Quest’ autunno, é l’annata 2009 ad essere messa in vendita presso le migliori enoteche di Parigi, New York, Hong Kong ed altrove. Il verdetto ? « Quando ho realizzato quest’annata, ho avuto paura di essermi spinto troppo in là, prendendo troppi rischi. Avevo anticipato che ci sarebbe stata una vera evoluzione durante l’invecchiamento, ma al momento di metterlo in bottiglia, il vino era lungi dall’essere perfetto. Adesso so’ di aver avuto ragione. E’ disegnato per continuare a migliorarsi d’anno in anno » ci spiega Richard Geoffroy, lo chef de cave della maison. 2009 é una cuvée generosa, che vi aspetta a braccia aperte per stringervi forte, focalizzata sul frutto, carnoso ed intenso, la cui maturità é stata spinta al massimo. Il tutto con un dosaggio di zucchero molto basso. Lo stile di Dom Pérignon, che si basa sul matrimonio del Pinot Noir e dello Chardonnay, …

Sauvignon blanc, a polarising grape

Not sure about sauvignon blanc ? For me it helps to know where you sit (and sip) on the flavour spectrum. Fans blissfully imbibe this wine, while detractors describe it as “cat’s pee ” or sweaty armpits. Devotees like it cold on a hot day. The cynics wouldn’t be seen dead with a glass yet offer them chilled Sancerre and they’ll purr words such as “clean, crisp and minerally”. Like so many things in life, there is truth in both extremes. Under the wine laws of France, sauvignon blanc is the mandatory white grape of the Sancerre region. When planted in the area’s chalk – laden soils, it takes on a unique personality : subtle and charming, restrained and discreet, an excellent example of terroir, that indefinable word that expresses a wine’s sense of place rather than its variety. The other distinct terroir for sauvignon blanc is Marlborough, on New Zealand’s south island. It’s recent (and equally valid) terroir, first recognised with the pivotal 1985 Cloudy Bay sauvignon blanc. Fresh – cut grass, goosebarry, passion …

La Tasmania, il prossimo paradiso del vino

Atterrare a Hobart durante l’autunno australe appena cominciato significa esporsi a raffiche di vento che mettono a dura prova i nervi dei piloti e passeggeri. Una volta toccata terra, si scopre pero’ un « piccolo » paradiso dove tanti viticoltori si stanno trasferendo dalla madre patria Australia dove l’industria del vino stagna, mentre qui é in via di sviluppo. Quest’isola di 68.400 km2, ovvero 3 volte la Sardegna, é preservata rispetto al resto del paese che subisce siccità, incendi, cambiamenti climatici e precipitazioni record. Si contano più di 160 « vignerons » che, sull’isola, occupano per ora solo 1900 ettari, una parte microscopica delle terre agricole disponibili la cui economia si basa sull’allevamento di mucche e pecore, la produzione di mele, fragole, pere ed anche di qualche bel oliveto… Qui la vite ha trovato il suo spazio, già subito ad Hobart, dove il primo vigneto di pinot noir piantato 30 anni fa’ abbraccia il museo di arte contemporanea. Questo vitigno rappresenta 1/3 della produzione della Tasmania ed una rivalità sta nascendo con la vicina Nuova Zelanda che lavora sulla …